carlo prati

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ROMA 1.9.9.1 – 1.9.9.2

In SCRITTI on 24 settembre 2009 at 12:05 pm

forte

Forte Prenestino Mano Negra + Assalti frontali, 1992

serata memorabile, una massa enorme di persone 10.000 persone al forte, un fiume umano riverso nella piazza d’armi eterogeneo e impaziente. all’ingresso sottoscrizione poi subito in fila per una birra al bar, nella ressa che ti schiaccia incontri sempre qualcuno che conosci, conosci molti, non conosci tutti, ma ti guardi intorno. rulli e rullano, appoggiato alle spesse mura bianche della taverna o seduto in gruppo solido sulle ampie tavolate di legno. ciao zi, bella secco, yo shapyro, respect, sei un nerd e te lo dicono, sei un borghese che gioca a fare il ribelle e te lo dicono. Sono in tanti come te, la boheme del prenestino. Fai l’università ma c’hai un mazzo di esami arrettrati, fai l’università e presto dovrai partire militare perchè ti scorderai di fare il rinvio. Non domani, ma presto: suoneranno alla porta di mattina all’improvviso, la portiera che ti risponde mentre ancora rintontito dalla notte precedente passata a San Lorenzo al Pigma, cerchi di riprendere coscienza, apri e Maria – la portiera appunto – ti spiattellera la cartolina di chiamata a Spezia. Leggi il seguito di questo post »

Progetto inclusivo

In SCRITTI on 2 settembre 2009 at 2:57 pm

illustration_leviathan

Premessa
Il presente scritto si propone di dimostrare quanto oggi la questione posta sia cruciale, quanto in sostanza la condizione contemporanea del “progetto di architettura” rifletta la più ampia e sistematica crisi (sociale politica economica e di rappresentanza) del sistema globale, degli stati e delle comunità.

Ci si muoverà dunque all’interno di quel terreno impervio e periglioso che è il passato e dunque la memoria, serbando come unica mappa e astrolabio le ricerche svolte da Maurice Halbwachs, Aldo Rossi e Zygmunt Bauman, ricerche che – per esplicità volontà – possono in questo ambito “saldarsi” e dunque rafforzare l’assunto: il progetto contemporaneo si invera nello spazio di faglia esistente tra espressione artistica (libertà individuale) ed utilitas (responsabilità sociale); queste categorie critiche sono variabili permanenti – dunque invarianti – il cui peso è informato da fattori di tipo sociale ed etico.

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