carlo prati

ROMA 1.9.9.1 – 1.9.9.2

In SCRITTI on 24 settembre 2009 at 12:05 pm

forte

Forte Prenestino Mano Negra + Assalti frontali, 1992

serata memorabile, una massa enorme di persone 10.000 persone al forte, un fiume umano riverso nella piazza d’armi eterogeneo e impaziente. all’ingresso sottoscrizione poi subito in fila per una birra al bar, nella ressa che ti schiaccia incontri sempre qualcuno che conosci, conosci molti, non conosci tutti, ma ti guardi intorno. rulli e rullano, appoggiato alle spesse mura bianche della taverna o seduto in gruppo solido sulle ampie tavolate di legno. ciao zi, bella secco, yo shapyro, respect, sei un nerd e te lo dicono, sei un borghese che gioca a fare il ribelle e te lo dicono. Sono in tanti come te, la boheme del prenestino. Fai l’università ma c’hai un mazzo di esami arrettrati, fai l’università e presto dovrai partire militare perchè ti scorderai di fare il rinvio. Non domani, ma presto: suoneranno alla porta di mattina all’improvviso, la portiera che ti risponde mentre ancora rintontito dalla notte precedente passata a San Lorenzo al Pigma, cerchi di riprendere coscienza, apri e Maria – la portiera appunto – ti spiattellera la cartolina di chiamata a Spezia. Fai l’università ma hai appena finito di occuparla, hai fatto i graffiti pure al forte, all’ingresso principale, perchè sei un graforibelle anche se i rapporti con gli altri sono difficili, e con questa difficolta non sai ancora farci i conti. Sei un romano middle-class con molte illusioni nella zucca. I Pearl Jam hanno fatto Ten, lo riporti in italia al ritorno dall’estate passata negli states con saverio, che stasera t’accompagna qui al forte, anno 1992 appunto – i Primus Frizzle fry, i red hot chili peppers hanno fatto un disco epocale così come i Janes Addiction che hai scoperto grazie a Sandro detto “cane” – una sera la tua vespetta 50 special grippava in quel di piazza farnese, e fu proprio sandro che passava per caso a rimetterti in sesto il mezzo, e questo fu un gesto caldo e generoso – molta musica nella testa, molti sogni nella mente.Riporti dal 77 – anche se sei un middle-class pseudo nerds – il fascino sensuale di Andrea Pazienza, e le tue serate come questa qui ed ora, mentre vieni sballottato da una massa enorme di persone tra i corridoi e le centocelle, sono tutte un continuo riferire a “festa di Carnevale” e “giallo matematico”. Quei rapporti burrascosi interessati opportunistici confidenziali affettivi sensuali carnali rabbiosi alcolici dopalistici nevrotici, quei rapporti che non sai come gestire, che non sai come cavalcare e percorrere. Sono filtrati dall’immaginario del 77 quello che in molti definiscono dei fratelli maggiori: ma tu non hai fratelli maggiori. Tu hai Valerio, che stava a Il Manifesto e che alzò tra i primi l’antenna di Radio Città Futura nell’etere romano, e Valerio stava con tua madre, quando aveva circa la tua età di ora, ed ora tu sei lui, o almeno cerchi di essere lui, la sua adoloscenza la sua prima maturità elettrica e deviante.

I mano negra cominciano a suonare e le serotonine salgono a livelli parossistici, tutto il forte la piazza d’armi è in fibrillazione, s’accalcano tutti alle staccionate che a stento trattengono l’euforia. I mano negra li conosci appena, Nicola ti passa i dischi, Nicola condivide con te molto di questo momento, timori e tremori, esaltazioni e sentimenti, Nicola ascolta perlopiù Zappa Frank – come Valerio – ma ha la mente aperta e modi eleganti di fare. Piace alle ragazze ed è un ottimo conversatore, non come te che temi ancora la tua sensibilità, che ancora non ne concepisci il senso, della dolcezza che l’interiore richiede e richiama, e che quindi espettori verso l’esterno una crisalide che assembla come frankenstein forme modalità e biotipi disparati: il rapper in stile gangsta – chessò ice-T -l’ubriacone tipo bukowsky ma in stile Tom Waits che adori e segui grazie ai consigli di tuo padre, il pornorocker’Z  fautore del divertimento gratuito e pecoreccio in formato vhs – che passa le mattinate tra D’amato Fulci Romero Orlowsky e Deodato -,  il riot kid de borgata – che scimmiotti sguaiatamente – il fumettaro artistoide appunto tra Tamburini Stefano e Pazienza Peranza….e chissà che altro. Ci sono poi anche le amiche, che sono intervenute per l’occasione, le fidanzate che chissà perchè nonostante la distanza e la consapevolezza abissale scelgono di seguirti in questa scorribanda notturna al forte, ed insieme ballate, bevete, fumate e talvolta naufragate in anfratti semi abbandonati del vecchio fortilizio napoleonico, cadendo come pere cotte con il terreno che vi manca sotto i piedi tra ammassi di sterpi e rifiuti e pensi di stare in quella scena di Star Wars dove gli eroi finiscono nella discarica della morte nera. Il forte ora approssima alla complessità spaziale della morte nera, un enorme pianeta orbitante nello spazio aggrumato di una città di asfalto bagnato,  sul quale riflettono alternandosi al nero i vapori di sodio.
Bene.
E Manu chao attacca King of the Bongo, ed il tumulto è ancora più in fiamme, con te c’è pure Saverio che studia a Ferrara e con le Zecche  – come le chiama lui – c’ha sempre avuto un rapporto difficile. E le zecche questo odore lo riconoscono subito, e mentre la band irradia il suo momento d’oro epocale sulla folla di giovani alternativi, occupanti, lavoratori, artisti, musicisti, radical-chic, coatti, intellettuali, videomakers, Saverio viene pesantemente aggredito al volto, da uno che poi lo conosci pure che infatti a te non tocca, che gli grida contro: questo è un fascio! questo è un fascio! e tutto acquista un tono diverso piuttosto sgradevole e tu e Nicola portate via Saverio da quel tipo, che intanto sfiamma e si riporta alla massa.

pazienza, di cose così ne capitano, come l’altra sera in terrazza da Manolo e Sergio, li in quella bella casa al lungotevere, dove fai la conoscenza di un ambiente più nitido e maturo che davvero il 77 lo conosce e che davvero s’è n’cazzato pesantemente, persone che sono fighe e come Massimo, Peppe, Manolo appunto sono consapevoli e si trovano al posto giusto al momento giusto. E tu hai la fortuna di entrare – per un periodo breve ma denso – con Uliano che ti introduce in questo consesso di videomakers editori e musicisti che per quel breve periodo ti daranno rispetto e amicizia. E che poi saranno i Cazapilla band inarrivabile di cui fosti batterista – sempre attingendo alla grandezza di Glasnost l’asso dei Brutopop.

Bhe insomma, quella sera sul terrazzo di Manolo per poco non ti sei trafitto come il figlio di Romy Schneider sullo spunzone di un cancello che hai tentato di scavalcare in pieno rintontimento, un bel pericolo che s’è scampato, perfortuna al prontosoccorso non si giunto cadavere.  E di cose cosi ne succedono, belle e brutte. Roma anni novanta è una cosa seria, che aggruma momenti di grande vivacità, dove nascono movimenti e culture dal basso e dove segmenti antagonisti e settori medio alti della società si intercettano e dialogano. Alle volte giungendo alle mani, ma includendosi in una visione ed in un immaginario euristico fatto di fantasia al potere in stile Re Nudo o Il male, fatto di tendenze tecno narcotiche in pieno boom ravers, – Massimino in Torretta con quella musica acida come la lama del rasoio che rimbomba nelle orecchie e che ti squassa tutto – e che non fa per te, perchè appunto sei un po nerd, un po radical-chic ma t’atteggi a WutanKlan o Suicidal Tendecies. Troverai una pacifica collocazione alla Torretta, alle serate Jet Set. I Dj’s che spaccano e che segui nelle notti e nei luoghi che più ti piace frequentare: all’esquilino, tra gli esquiliners, al Circolo degli Artisti che ora non c’è più – non il locale, il luogo fisico a cui riferisci- al Cyrrosis che ora non c’è più – fruttivendolo indiano – in quella via principe amedeo in cui c’è l’Ambra – ancora rudere – che farà da sfondo alla copertina del Colle der Fomento, a ruota dopo Onda Rossa Posse il mai superato apice della scienza doppia H romana.

Colle-odiopieno

ed i grandi Dj’s sono Bob Corsi – che tiene la domenica una trasmissione alla Città Futura bella e sapiente che fa da sfondo alle serate passate al tavolo da disegno –  Pol the  Genius l’inarrivabile, Luzy L che insieme a Corry X inventa un genere e gli da pure un nome Torretta night proprio da quel luogo mitico fucina di ogni sorta di contaminazione e tendenza della roma e dell’italia dei 90, quel luogo che è il cuore nascosto della morte nera orbitante su roma, il forte prenestino.

La vostra sera è terminata, il palco vuoto, bottiglie carte lattine dormienti oggetti di varia origine e natura sono sparsi lungo tutto il piazzale appena solcato da timidi cespugli e fogliami, si salutano gli amici che non avevi ancora incontrato chessò Marina e Stefania, Claudio – che porta la prima serata Ninja Tune proprio al Circolo degli artisti nel 90′, un pioniere – Valerione, Roberto, Andy War, Francesca, la prima linea del grafismo antagonista, qualche faccia nota, amici dell’università, estranei. Ci sono cani e occhiaie, cicche e fischi solitari che si fanno rimpiattino nella volta centrale della galleria, ciao, ciao, bella zi ci si becca, saluti. Il rimbocco in macchina attraversando il pratone umido all’inverosimile, accendi il riscaldamento che se more de freddo, annamo va che domani me devo sveglia presto che vado al corso di Platone, mortacci sua è la terza volta che me boccia! bella zzzi.

NB:  questo film di Manolo Luppichini è un documento da vedere

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  1. fico il video di manolo, direi quasi commovente
    si vede pure l’assembela di architettura in cui si votò l’occupazione
    mitica
    questo militantA mi sembra una persona sensibile oltre che intelligente
    uno diverso dai soliti AAII Alternativi autonomi impegnati incazzati
    un vero artista….forse
    certo gli onda rossa posse sono storia ma io sinceramente nn li sopportavo proprio.
    gli assalti frontali un’altra cosa…si vede che c’è stata un’evoluzione
    mi è piaciuta la frase del duca quando si interroga sul tipo di modello che la loro musica può veicolare e a cui la gente che l’ascolta può far riferimento :
    “pensare di abbattere il sistema è una follia, l’importante è essere consapevoli di rappresentare uno stile di vita diverso da quello dominante”
    condivisibile sempre e comunque su ulteriori infiniti altri piani

  2. già, la frase del Duca è lucida, consepevole.
    Non conoscevo questo film di Manolo, l’ho ritrovato ieri mentre scrivevo queste cose, è stato una vera sorpresa come dici tu per molti motivi. Ovviamente rivedere l’assemblea con cui si è scelta l’occupazione, ed in tralice rivedere chessò Tony ed altri che all’epoca erano vicini e con cui si è stati fianco a fianco per un mese: brividi. Ma anche sentire militant A e Castro X, io per esempio non ero affatto così sveglio, cioè: mentre “vivi” determinate esperienze, anche in prima persona, conoscendone i protagonisti e le loro vicende, non hai la percezione complessiva della scena. Una sola prospettiva, e pure abberrata. Se poi questa prospettiva non è liberata, cioè è intrisa di appendici apparati sovrastrutture – opinioni, paure, settarismi, rabbia, attrazione: in poche parole attaccamento, avversione ed ignoranza – allora la realtà è contraffatta, unidirezionale.
    In questo senso, Militan A e Castro X quando parlano di come decisero di riprendere e applicare forme e metodi di lotta e comunicazione che a partire dal Black Power arriva fino ai BodyCount ed ai Riot di South central, sono nel qui & ora di quel momento storico. Di fatto vi aderiscono appieno, senza sovrastrutture, senza interferenza.
    E questo emerge ed emergerà sempre di più. Il discorso Onda Rossa vs Assalti e poi enorme. Nel video di Manolo si vedono le prime immagini dei concerti di ORP, ed è impressionante come sono simili alle immagini di Wild Style film del 1982 che sancisce il passaggio mainstream della scienza doppia H….

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