carlo prati

Archive for aprile 2010|Monthly archive page

upgrade architecture

In SCRITTI on 20 aprile 2010 at 5:45 pm

Il libro
Il tema costituisce una scelta critica consapevole: si presuppone infatti che l’architettura oggi per rinnovarsi e evolversi abbia a disposizione nuovi strumenti, che inverando uno stato di crisi teorico-disciplinare endemico, pongano altresì le basi per un superamento della condizione attuale – dispersione urbana, erosione delle aree verdi, adeguamento delle strutture e degli spazi di relazione, degrado, grandi emergenze, etc.
Upgrade è dunque “aggiornamento” mutuando il significante dalla cibernetica – disciplina e manufatto sono il software origine – si focalizza l’attenzione sulle premesse e sugli sviluppi di un discorso metodologico che trova le sue motivazioni in una misura operativa etica.

Perchè consegnare un concorso e accettare il Mistero

In SCRITTI on 14 aprile 2010 at 3:50 pm

So che non è molto corretto, prendere parte a una riflessione senza aver prima dedicato del tempo al suo dipanarsi, al suo dispiegarsi. Ho visto che sul blog del caro Darò si sono scomodati colleghi e amici che stimo, per indentrarsi nell’ambito di una riflessione, che è senz’altro importante, ma che – è un impressione superficiale – forse rischia di ricadere in una contrapposizione nemmeno troppo velata tra “scuole” e “fazioni”.

Se quindi un contributo posso portare, è solo di tipo sperimentale, emozionale, dispiegante.

Bene, non credo occorra riassumere le tappe che sostanziano il vissuto di ricerca e lavoro, che per noi è senz’altro connesso in massima parte ai concorsi di architettura. Il tema del “concorso” è un tema connaturato alla interpretazione tradizionale dell’architetto come esploratore, come ricercatore immerso nei meandri di un agire poetico, che disvela ai più il confine labile tra passato e futuro. Ovvio dunque che i padri, i figli, gli emuli, i ricercatori, si sentano stimolati a lavorare in questa direzione nutrendo aspettative che spesso esulano dal semplice contesto professionale per sfumare in un periglioso territorio a cavallo tra psicoanalisi e farmacopea tradizionale.

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Up patriots to arms

In SCRITTI on 13 aprile 2010 at 9:25 am

“Mandiamoli in pensione i direttori artistici, gli addetti alla cultura…”

Mi capita di assistere con una certa frequenza a palesi manifestazioni di opportunismo e demagogia. Ciò che colgo è un atteggiamento ipocrita che sotto il velo di un vis filantropica ben argomentata rivela altresì il volto di un cruento bisogno di autoaffermazione. Mi domando se vi sia generale consapevolezza di tale inganno. E mi rispondo, soppesandomi, che no, che questa pericolosa ambivalenza non è che il risultato della confusione e dell’incertezza che domina questo tempo farraginoso e incerto.

Ora, non potendo dunque additare colpevoli esterni, ma trovandomi nella necessità individuale di superare questo scenario così deprimente, risulta inevitabile denunciare quanto meno la causa di questa deriva di stupidità e narcisismo onanista. Leggi il seguito di questo post »