carlo prati

Archive for marzo 2011|Monthly archive page

The QOS chronicle #3

In RICERCA on 30 marzo 2011 at 1:01 pm


Giovedì 24 Marzo 2011: fluido neurale: attivato: algoritmo temporale: attivato; approdo nell’emiciclo QOS: riuscito; Insighter’s Giacomo Costa: connessione attivata: inizio trasmissione: registrazione in corso…..time remaining 2h. 25′: Keywords Laundry: on the run

Perturbamento

Il “perturbante” non è una proprietà dello spazio stesso, né può essere provocato da una particolare conformazione dello spazio: è, nella sua dimensione estetica, la rappresentazione di uno stato mentale di proiezione che appunto cancella i confini tra reale e irreale per provocare un ambiguità disturbante, uno slittamento tra sogno e veglia.

Anthony Vidler, Il perturbante dell’architettura, 2006

the QOS keywords laundry #3

Extraterrestre
Esorbitare dall’ordinario. Connettersi al corpo alieno. Osservare il cosmo da una luogo inviolato. Captare i messaggi trasmessi dalle lune di Endor o interpretare le circonvoluzioni degli sciamani Sabipodi. Volare su disco volante sopra i tetti di Firenze in una torrida notte di ferragosto. Neutralizzare con raggi fotonici i nemici – o chiunque venga riconosciuto come minaccia all’espletamento della missione assegnata dal comando intergalattico. Arte dell’essere extraterrestre a beneficio del confuso popolo del pianeta terra. Immagini ipostatiche a testimonianza della verità epocale: scalpore e curiosità!

Anni ’70
Da un vecchio apparecchio Radiomarelli arrivano immagini in bianco e nero. I volti sono dilatati e resi confusi dalla difficile ricezione del segnale: il caccia Eagle sta portando Maya su Base lunare Alpha. La trasmissione talvolta salta. Il canale che interferisce è “Firenze Libera”. 1974. Il volto del capitano John Robert Koenig si amalgama con quello di Wanna Marchi. Aste clandestine elettrizzate dai campi di forza generati dalle torri gravitazionali di moonbase. Gordian e Kyashan tra un cyborg e l’altro chiamano Richard Benson, il capitan Harlock di TVA40. Mentre SuperChristopher Reeve inverte l’orbita terrestre per salvare Lois dal malvagio Lex Luthor e Boba Fett setaccia i bar di Tatooine alla ricerca di Luke Skywalker.1977.. Commodore64 o Vic20? Su tutto, da una piccola transistor: il sound disco latino dei Tavares.

Truffa
“The great Rock n’roll swindle”. 1979. Sex Pistols. Il punk è arte dell’inganno. La grande truffa è nel potere dell’artista, del visionario: l’ideologia del traditore è poetica della maniera e della menzogna. La scoperta dell’immenso potere della fotografia. Una stasi ipotetica che trasmette un contenuto anarchico e dirompente. La manipolazione come pratica rivoluzionaria. Rivoluzionare il futuro e la sua prospettiva. Il patchwork e il collage come pratiche politiche dense di messaggio e denuncia. Fanzines, autocomposizione, appropriazione delle pratiche comunicative. La truffa è il veicolo. La truffa è comunicazione e coercizione benefica.

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The Insighter’s ©

In SCRITTI on 22 marzo 2011 at 4:56 pm

Filip Dujardin

Vorrei condividere alcune riflessioni sul rapporto che intercorre tra realtà e sua prefigurazione. Sono riflessioni elementari prive di un sostegno teorico specifico o accademico, che vengono “rilasciate” come spunto e materiale utile all’esercizio intellettuale dialogante.


Fare luce sulla chiave.

Il Disegno e la rappresentazione sono per chi scrive un aspetto preponderante della vita, sono da sempre una forma auto-terapeutica, un sistema semantico adatto a stabilire relazionalità, una opportunità pedagogica nello sviluppo familiare nonchè un aspetto molto rilevante del lavoro e della ricerca personale. Dati i tempi si potrebbe azzardare che mai scelta fu più azzardata. Le persone oggi esistono apparentemente solo per esporsi, produrre e prevalere. La rappresentazione è auto-rappresentazione, o un suo mezzo.

The Road

Questo ruolo determinante del disegno, della rappresentazione, ha ancora senso e utilità?
E in tal caso,
quale può essere la direzione di ricerca e sperimentazione verso la quale muovere?


Disegno e visione.

Disegnare – a matita, a penna, a pantone, a prokey, a pastello e quant’altro, – cioè disegnare per mezzo di una strumentazione classica è senz’altro un esercizio che si deve reiterare anche e sopratutto operando in un contesto che a reso inevitabile l’uso del computer per la produzione (termine non casuale) di forme creative competitive (altro termine affatto casuale). Oggi chiunque può essere “artista” e questa è una notizia positiva: un regime altamente concorrenziale in tal senso, appiattisce – innalzandola – la media qualitativa del prodotto e al contempo permette di riconoscerne con maggiore evidenza l’originalità intrinseca.

Giacomo Costa

Il mezzo digitale ha indubbie potenzialità. Potenzialità “altre”, autonome, che esulano dalla mera capacità di rappresentazione iperrealista o dalla leziosità di una grafica solo apparentemente “alternativa” e ricercata. Al momento non so infatti immaginare altre modalità di “visione” eccetto da un lato la rappresentazione del progetto e, dall’altro, la rappresentazione della realtà operante e delle sue prefigurazioni future. Leggi il seguito di questo post »

QOS episode IV // Vito Campanelli

In RICERCA on 20 marzo 2011 at 4:10 pm

Le diverse epoche storiche sembrano essere caratterizzate da una propria specifica modalità percettiva.
Cosa contraddistingue, oggi, il nostro rapporto con i media digitali?
Attraverso una breve ricostruzione storica (da Wölfflin a Riegl, da Deleuze a Laura U. Marks), Vito Campanelli – teorico dei nuovi media – evidenzierà come la tensione tra percezione ottica e tattile costituisca il fil rouge che tiene unite le principali ere: dall’arte egizia a quella contemporanea fino alla new media art.

L’obiettivo principale della lecture sarà quello di provare a definire la specificità dell’esperienza sensoriale di oggi. L’attenzione, dunque, sarà rivolta prima alle immagini (cinema e video arte) prodotte attraverso media già in uso nel secolo passato, per poi soffermarsi sull’universo visuale scaturito dalla diffusione planetaria dei media digitali ed in particolare sul fenomeno della new media art.

I quesiti sui quali si discuterà saranno: che rapporto abbiamo con il Web 2.0 e l’interattività? Da cosa dipende l’enorme successo dei social network, come Facebook e Twitter, e perché carichiamo i nostri video su Youtube? Cosa proviamo di fronte ad un urban screen o durante la performance di un VJ? L’esperienza nel Web è solo ottica o nasconde altro?

Vito Campanelli

Vito Campanelli, teorico dei nuovi media, è docente di ‘Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa’ presso l’Università degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’. E’ curatore freelance e promotore di eventi nell’ambito della cultura digitale ed è socio fondatore dell’associazione culturale MAO – Media & Arts Office ONLUS. I suoi saggi dedicati alla cultura e alle arti digitali sono regolarmente pubblicati in ambito internazionale. La sua più recente pubblicazione è ‘Web Aesthetics: How Digital Media Affect Culture and Society‘ (Institute of Network Cultures of Amsterdam/NAi Publishers Rotterdam , 2010).

www.vitocampanelli.it / / / www.mediartsoffice.eu / / / www.webaesthetics.info Leggi il seguito di questo post »

QOS episode III° // Giacomo Costa

In RICERCA on 16 marzo 2011 at 4:36 pm

Terzo appuntamento di Quasar Outer Space / / / Oltre Spazio Quasar con la lecture Metropolis.Digital.Art. di Giacomo Costa – Tra pittura e fotografia: le nuove possibilità di interpretare e descrivere il mondo.
Costantemente alla ricerca di un modo per intervenire sulla realtà fotografica con una libertà creativa simile a quella del pittore, Giacomo Costa scopre che l’uso del computer gli offre una libertà assoluta sulla materia.
Attraverso l’utilizzo delle nuove sofisticate tecnologie digitali in uso nel cinema, infatti, è possibile andare a ricreare immagini fotorealistiche completamente svincolate dal soggetto reale: il risultato è che diventa possibile dipingere in qualità fotografica.
Questo percorso, a metà tra la pittura e la fotografia, dà la possibilità all’artista di confrontarsi con mondi inesistenti nella realtà ma perfettamente presenti nella sua mente e nella sua immaginazione. Si apre quindi il dibattito su cosa sia oggi la fotografia e sulle nuove possibilità di interpretare e descrivere il mondo.

Giacomo Costa
Nato nel 1970, viaggia e coltiva numerosi interessi fino a quando la passione per la fotografia lo riconduce a Firenze dove apre uno studio fotografico. Attraverso lo studio della figura umana e del paesaggio, prima montano poi urbano, sente sempre più pressante il desiderio di intervenire sulla fotografia con una libertà creativa simile a quella del pittore. Grazie all’incontro con il fotografo spagnolo Richard Nieto, impara ad usare una particolare tecnica per illuminare il soggetto con un punto di luce mobile, che diventa un vero e proprio pennello.
Nel 1994 conosce il critico Maria Luisa Frisa che lo introduce nel mondo dell’arte e così progressivamente abbandona la fotografia commerciale per dedicarsi dal 1996 completamente alla ricerca artistica. Attualmente vive e lavora a Firenze e si dedica al soccorso su ambulanze.
Tra le ultime mostre collettive: 53ma Biennale di Venezia (Padiglione Italiano, Venezia, 2009), Festival della Creatività (Fortezza da Basso, Firenze, 2009), Art Italien (Marlborough Gallery, Monaco, 2008), C-Photo (Phillips De Pury, New York, 2007), Les peintres de la vie moderne (Centre Pompidou, Parigi, 2006).

image courtesy of Giacomo Costa

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The QOS chronicle #2

In RICERCA on 7 marzo 2011 at 4:03 pm

Venerdì 25 Febbraio 2011 è la data della registrazione del videolog di Francesca Fini. Il contatto è avvenuto grazie a una intromissione nella curvatura spazio-tempo. Alla connessione hanno contribuito i captatori Frullifer© installati sulla prua dell’ammiraglia QOS.
la rotta è tracciata, l’esplorazione è appena iniziata! Ora: nel Meandro.

 

The mirror conspiracy

The shadowy, dark head, like mine, seemed to nod imperceptibly above the ghostly gray of my sleeping suit. It was, in the night, as though I had been faced by my own reflection in the depths of a somber and immense mirror.

Joseph Conrad , The secret sharer

 

The QOS keywords laundry #2

Specchio
La tecnologia è uno spazio parallelo che viene definito “virtuale”. Questo luogo di fatto costituisce una proiezione del mondo reale e ne rinfrange gli elementi. Social network, second life, It technologies, proiezioni dello spazio interno, – psicologico, umorale, interiore. Ma anche questo spazio “mentale” è freneticamente animato. Un susseguirsi di pensieri, stati d’animo e proiezioni che danno vitalità – nel darsi – al “virtuale”. Un affascinante gioco di specchi, una rifrazione continua e ininterrotta. Las Meninas

 

Molteplicità
Dalla riflessione salvifica si genera una vibrazione ininterrotta di flussi di immagini di informazioni. Ogni frame è pixel ogni pixel è frame: lo scenario è aperto su una corrispondenza gioiosa tra computer visione e mappa del cambiamento – inarrestabile, frenetico. Dominare questo dedalo, questa genesi labirintica dell’immagine e del suono è operazione artistica, espressione liberatoria e creativa.

 

Rito
ora-futuro è anche uno spazio arcaico, primordiale in cui sono poste le carni sacrificali. Pire fumanti verso le quali muovono gli auruspici e a cui guardano portando risposte e pronostici. Arte digitale e performante è dunque arte rituale attorno alla quale riuniscono corpi nudi e sensuali. Fuoriuscite e rientri nelle scorie del tempo verso aree siderali e ancestrali. Leggi il seguito di questo post »