carlo prati

La Fenice

In ARCHITETTURA, ARTE, SCRITTI on 20 febbraio 2014 at 5:24 pm

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Il quadrante da cui trasmetto è Eurasia 3, il baricentro planetario, una lingua di terra compresa tra il Golfo di Putin e la Laguna di Jha. In piena Terra dei Fuochi.
Scusate ma sento uno strano formicolio alla gamba sinistra, la puntura della zanzara malarica. Accidenti il dolore è intenso e sempre più penetrante. Il buon vecchio Kdick saprà fare buona guardia al mio sistema immunitario. I condizionatori a emissione di assenzio garantiscono all’interno del Living Pod una temperatura costante e un aria respirabile. All’esterno i vapori gassosi delle solfatare del Quadraro assorbono il bollore delle temperature tropicali appena inumidite dalle bombe d’acqua monsoniche.
Qui l’umidità è una pressa che schiaccia costati e tempie. Pompei del terzo millennio.
Questo distaccamento militare della Confederazione è da tempo immemore chiamato “Italia” o “La Vulcanica” come di terra rovente e cinerea. I Vulcaniani sono una germinazione umana trascendente e puerile nel cui sangue convivono furore nichilista e estatico incanto.

Ricorda la Visione. Percepisci. Il ritratto del Tempo. Adesso attraversa tutte le menti. Ascolta le sue risposte:
Cosa “appare”? cosa “scompare”? Antichi Re d’Egitto fluttuano attraverso le ere.
Significanze magiche, tra spazio e tempo, dentro il Buco Cosmico.
Biglietto per la mente.
Attraverso Noi. Ricordati. Di Noi.

Il motivo per cui sono qui a capo di una missione di pace nel centro del terzo quadrante euroasiatico è lo stesso che ha indotto la Confederazione Obama ha insediare repentinamente e manu militari una Colonia su Vulcanica in risposta al lento sprofondare della terra dei fuochi nel caos e nella guerra civile. Un focolaio di violenza che andava stroncato sul nascere pena la destabilizzazione dell’itera regione galattica.

Tra le teorie più accreditate per spiegare questo insolito fenomeno antropologico c’è quella espressa di recente dagli analisti della Tyrell Corporation. Nel contributo offerto dagli stessi al dibattito si ritiene che il processo di auto-annientamento dei Vulcaniani sia un effetto del modello entropico definito “National Seppuku” o “Harakiri Open-source” il famigerato “taglio del ventre” collettivo il cui padre e primo teorizzatore fu il grande Anakin Chewbacca Jr. Altri studiosi di stampo “complottista” motivano questo processo implosivo come l’effetto di un epidemia detta “Narcolessia di Phoenix” prodotta dal virus “Van Sant” che sarebbe stato introdotto nell’atmosfera italiana per mezzo di “scie” invisibili costituite da atomi di elementi patogeni eterogenei.

Ovviamente anche la storiografia ufficiale ha provato a ricostruire il susseguirsi degli avvenimenti principali connessi all’escalation. Sembra che nel corso della prima decade del secondo millennio fu annullato, di comune accordo tra le forze politiche di governo e di opposizione e per mezzo di decreto presidenziale, l’istituto elettorale e successivamente sostituito da un metodo di selezione dei governi e delle rispettive rappresentanze per mezzo di “giochi” di sopravvivenza ultraviolenti e spettacolari detti “Le Sanremiadi”.
Il passaggio non fu indolore e molti moti di protesta scoppiarono come naturale conseguenza di questo atto irresponsabile. Tra questi si ricorda l’epica Occupazione di Porta Pia ad opera del movimento per il diritto alla casa, una rivolta poi brutalmente affogata nel sangue dalle milizie della Gestapol.

Occupy Porta Pia (collage digitale), 2013. Stampa su carta fotografica 60 x40

Occupy Porta Pia (collage digitale), 2013. Stampa su carta fotografica 60 x40

Ricorda la Visione. Percepisci. Il ritratto nel Tempo. Adesso attraversa tutte le menti. Ascolta le sue risposte:
Xtal e Tha alle porte di Ageispolis. Tolomeo e Delphi. Apollo. I vaticini della Pizia. Psicopompi sulle rive dello stige.
Gemelli di Aphex che sorvegliano le porte de La Vulcanica.
Rovine urbane. Architetture mostro. Innesti. Città di latta.
Aracnidi.

Contemplando la “grande bellezza” dalla terrazza iperbarica del mio Living Pod sul colle Palatino – o Esquilino non ricordo più bene – osservo il doppio infinito e la contraddizione eterna di questa città. Orrore e bellezza: insieme. Rovina e monumento: insieme. Volgarità e poesia: insieme. Distruzione che avanza e necessità di arrestarla. Ingovernabilità. Il dilemma della ricostruzione. Come ritessere le fila del discorso urbano millenario e come intervenire sul mutilo archetipo che è questa Roma post-bellica che i miei occhi increduli traguardano lascivi.

The Big Beauty (collage digitale), 2013. Stampa su carta fotografica 60 x40

The Big Beauty (collage digitale), 2013. Stampa su carta fotografica 60 x40

Ricorda la Visione. Percepisci. Il ritratto nel Tempo. Adesso attraversa tutte le menti. Ascolta le sue risposte:
Yulquen e Amber. Il crogiolo d’oro che brucia al sole del risveglio. Alchimia interiore e esteriore.
Venere. Il Bennu, l’anima di Ra, la guida degli Dei nel Duat.
Che mi sia concesso entrare. Il falco.
La Stella del Mattino.

Architetti creatori di mondi e iniziatori di civiltà. Asura di stirpe celeste che posate e sollevate nel medesimo tempo il velo di Maya. Palazzi immensi e torri che si levano dove un tempo insisteva il Lapis Niger, la pietra nera da cui tutto ha avuto inizio. Il centro del Foro. Il crogiolo infuocato. Costruzioni e desideri si compenetrano e concorrono al rinnovamento eterno della vita e delle vicende degli esseri pulsanti. Reincarnazione. Ricostruzione. Altare della Patria dove un tempo le adunate. Altare della Patria dove un tempo le dichiarazioni di Guerra e gli osanna ai simulacri del diavolo in riverbero continuo sul questo Sacro Suolo. Mi sono chiesto a lungo in che modo dovessimo ricostruire l’identità nazionale di Italia dopo il disordine e il caos, e anche come tradurre nella costruzione questo “principio” propulsivo e renderlo manifesto, misurato e tangibile. Mi sono chiesto a lungo chi potesse, tra gli Architetti della Confederazione, assolvere a questo compito nel modo migliore e improvvisamente come per visione mistica o intuizione scaturì dal profondo la visione di Franco Albini il più autorevole e sapiente creatore di mondi che l’intero sistema Degoba abbia mai conosciuto e conoscerà.

Ricorda la Visione. Percepisci. Il ritratto nel Tempo. Adesso attraversa tutte le menti. Ascolta le sue risposte:
La Quercia il nido e l’uovo. I raggi del sole che bruciano il mio corpo sopito e reso speziato dal balsamo delle piante officinali.
Mirra e Cannella che evaporano. La larva che affiora dalla cenere.
Il numero tre. il numero cinquecento. Eliopoli.
riprendere il volo in un corpo rinnovato.

Egli realizzò allora il progetto che ora voi contemplate: torri in numero di quattro, in luogo dei quattro punti cardinali, poste lungo l’asse terrestre rappresentato dalla Via Lata, il Corso, che svolge nel suo darsi un periplo completo intorno al pianeta. Si punteggia dunque il Sacro Suolo nel nome de “la Rinascente”. La torre delle milizie e San Carlo alle Quattro Fontane, il Pantheon e Sant’Ivo, Apollodoro e Borromini., Barocco, Medioevo e futuro operante: insieme nella medesima architettura. La struttura primordiale, l’intreccio del trilite, la capanna e il nido. Il sole che scolpisce la pelle dell’edificio e la brucia nel rosso del fuoco che la inonda e sublima. Il principio di resurrezione celato nel calcestruzzo e nell’acciaio. La Fenice è posta da Franco Albini nella piazza che un tempo chiamavano Venezia, il simbolo del principio opposto è dunque compenetrato. La Larva nel luogo del Lapis Niger dove ora sono incastonate le quattro pietre rosse. Gnomoni e mozzi della ruota sacra che dunque e carro messo in moto e allude alla nostra natura divina. La Fenice ora risorta scava il cielo. La Fenice si solleva dalle ceneri di questi tempi confusi e diafani con un benevolo sorriso sul volto. La mia missione è giunta al termine e attendo di fare ritorno su Alpha Centaury.

Carlo Prati. La Fenice. (Collage digitale) 2014. Stampa su carta fotografica 40 x 60 cm.

Carlo Prati. La Fenice. (Collage digitale) 2014. Stampa su carta fotografica 40 x 60 cm.

Trasmissione neuronale terminata.
back up dati progetto Fenice effettuato.
Accesso Data Base Confederazione concluso.
1oo% del totale. Velocità di upload 1 Tera/sec.

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