carlo prati

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Re-Animator Rome

In ARTE, SCRITTI on 31 ottobre 2014 at 4:27 pm
Re-Animator Rome_Alienlog

Re-Animator Rome_Alienlog

Poco tempo fà, invitato a una riflessione sulle sorti della Roma di Ignazio Marino, rispondevo al mio interlocutore (intervista pubblicata su AR110 disponibile qui) palesando l’imbarazzante difficoltà, come artista e intellettuale, a produrre un immaginario che possa rappresentarla sia nel bene che nel male.

Lo scenario oggi è peggiorato, l’autorevolezza del Sindaco vacilla sempre di più sotto i colpi del suo stesso partito e della schiatta sempre più agguerrita e composita dei suoi oppositori. Marino non piace a Roma e non piace ai Romani (sia di destra che di sinistra). Nonostante i tentativi messi in campo per proporsi quale valida alternativa di cambiamento dopo il “decennio nero” di Alemanno.

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Io non riesco a guardare a Marino come ad un colpevole del degrado e della sofferenze attuali di Roma ma piuttosto come ad una vittima del secolare e perverso sistema politico che la sostiene.

Osservazione: come si può essere così ingenui? Chiunque scelga di candidarsi a sindaco di Roma deve conoscerne preventivamente meccanismi, dinamiche, problematiche, esigenze, etc.

Mi viene in mente il tragicomico tuffo con tonfo del rag. Ugo Fantozzi,

Roma è dura come il fondo di quella piscina, cinica come il cameriere d’albergo caprese e spavalda come il terribile Calvoni dal quale Fantozzi e irrimediabilmente ed eternamente irriso e denigrato.

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L’elezione di Marino è il risultato inaspettato di un erronea valutazione politica. Un destino che si ripete
(penso alle condizioni che hanno portato all’elezione di Alemannocrazy, l’incomprensibile e suicida candidatura di Francesco Rutelli) che evidenzia quanto le vere criticità risiedano a monte e non a valle, per usare un eufemismo nazionalpopolare”

Una nuova speranza? _ Alienlog

Una nuova speranza? _ Alienlog

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Analogico Alieno

In ARTE on 28 ottobre 2014 at 4:01 pm

Viaggio a Stromboli 2014. Traguardando i mari e le rocce il mediterraneo nella sua dimensione archetipica e trasognata

Acrilici che nascono in modo spontaneo nel corso dell’anno su supporti di fortuna e con una tavolozza ridotta all’osso

Fantaroma: cartoline dal nuovo millennio / The director’s cut

In ARTE on 10 ottobre 2014 at 1:16 pm

Nel numero 110 (settembre-ottobre 2014) di AR bimestrale dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, Giorgio de Finis intervista Alienlog. Pubblico in questa sede la versione integrale della stessa completa di tre domande “lost in traslation” (evidenziate in rosso)

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Giorgio de Finis: Come nasce alienlog?
Carlo Prati:
Alienlog è tra i primi blog di architettura e critica in Italia ed il primo in area romana, nasce nel 2003, anno in cui inizia la mia avventura nella rete attraverso il sito www.carloprati.com di cui edito personalmente tutti i contenuti e contributi. Nello stesso periodo inizia la costruzione del Museo Macro ad opera di Odile Decq in luogo della antica fabbrica Peroni in via Reggio Emilia a Roma. Per questioni di prossimità al cantiere decido di raccontarne in modo atipico l’evoluzione partendo dal presupposto che in realtà non di architettura si tratti bensì di un invasione aliena in piena regola volta alla colonizzazione dell’intero pianeta. La critica era rivolta alla scelta politica e culturale di quegli anni di incaricare per la realizzazione di opere di diversa natura e scala, unicamente archistar di fama internazionale (effetto Bilbao), il tutto a discapito di un intera generazione di progettisti romani (tra i 40 e i 50 anni oggi) che sono stati di fatto estromessi dal ruolo che naturalmente gli sarebbe spettato. Retrospettivamente vedo in questa scelta le ragioni della crisi attuale. Ecco il perchè dell’invasione “aliena” e di conseguenza di “alienlog” quale spazio di riflessione e provocazione.

GdF: Perche’ usare la fantascienza per parlare del “presente” (in verità gli scrittori di fantascienza lo fanno sempre?
CP:
Direi che nel mio caso si tratta di un camouflage, di un “travestimento” attraverso il quale poter parlare di questioni attinenti al progetto, all’architettura, alla città e alla politica senza rischiare di apparire troppo retorico o pedante. Di fatto ho sempre amato il cinema “di genere” e il fumetto, così come la letteratura del fantastico entrambi impegnati a stravolgere la realtà con l’intento di svelarne ipocrisie e contraddizioni. Lavorare su di un doppio registro che sia contemporaneamente “alto” e “basso”, fatto di interferenze e convergenze tra cultura di massa e cultura d’ élite, e ciò che mi diverte e stimola di più.


GdF: I  riferimenti ai classici del settore e’ incredibile… sei un vero cultore. ma poi c’e’ anche Flaiano… Fellini…
CP: Infatti, non a caso Fellini e Flaiano, Roma è per entrambi un simbolo, un attrattore universale e unico di contraddizioni e ambivalenze che altrimenti non avrebbero familiarità o possibilità di convivenza. Per me è sostanzialmente lo stesso: è per mano (e occhio) loro che sono riuscito a decrittarne il paradosso permanente, altrimenti non riuscirei neanche a spiegarmi il perchè del vivere in questa città aliena così struggente e meravigliosa. Poi come è immaginabile ho delle preferenze: “Un marziano a Roma” di Flaiano e “Roma” di Fellini.

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