carlo prati

La scoperta delle 7 rovine

In ARTE, RICERCA on 14 novembre 2014 at 1:31 pm

Progetto speciale per  “Renato Nicolini. Meraviglioso Urbano” Facoltà di Architettura, Roma tre. 13 ottobre 2014

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Ideazione:
Francesco Careri, Lorenzo Romito (Stalker)
Carlo Prati (Alienlog)
Giorgio de Finis (Antropologo / Curatore d’arte)

“La scoperta delle sette rovine” nasce come omaggio a Renato Nicolini presentato nell’ambito della giornata di studio curata da Raimondo Guarino “Il teatro e la città. L’effimero e la scena della vita” terzo interludio del più ampio percorso di eventi “Renato Nicolini. Meraviglioso Urbano” progetto animato dalla collaborazione fra l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e il Dipartimento Filosofia Comunicazione Spettacolo dell’Università Roma Tre ed il cui comitato promotore è composto oltreché dallo stesso Guarino, da Ottavia Nicolini e Marilù Prati.

Fonte: R.Nicolini, F.Purini. L'effimero teatrale. Ed. la casa Usher, Lucca 1981

Fonte: R.Nicolini, F.Purini. L’effimero teatrale. Ed. la casa Usher, Lucca 1981

Il punto di partenza della riflessione è stato “Parco centrale” il sistematico sguardo su Roma che il Nicolini politico e assessore ha proposto e attuato nell’estate del 1979; un ideale quadrilatero formato da 4 luoghi (poi diventati 5 con il cinema Palazzo a San Lorenzo) che per natura e vocazione rappresentavano degli enigmi e dei simboli in grado di esprimere contraddizioni e potenzialità della città eterna. Le aree individuate per gli eventi di quell’anno furono il mattatoio, la Caffarella, Villa Torlonia e Via Sabotino. Per ognuno di questi luoghi grazie agli interventi progettuali di Giuseppe De Boni, Ugo Colombari, Duccio Staderini, Franco Purini e Laura Thermes si individuarono delle funzioni specifiche legate alla cultura e alla sue declinazioni allora più avanguardistiche e di massa (la discoteca, il cinema, il teatro sperimentale, i videogames).

La scoperta delle sette rovine è il tentativo di immaginare e dare forma a una visione della città di Roma che muova a partire dalle ricerche che i singoli autori di questa proposta (Lorenzo Romito e Francesco Careri con Stalker, Carlo Prati con il progetto artistico Alienlog, Giorgio de Finis antropologo e curatore d’arte con il museo MAAM) stanno con modalità eterodosse portando avanti sulla e nella città.

Roma è dunque riguardata come il teatro del declino contemporaneo, come pianeta sul quale assistiamo al rilascio di tracce di opere diseguali e mastodontiche, lo scenario di sforzi sensazionalistici e spettacolari di cui non rimangono che frammenti scomposti e ingombranti.

Ma è anche il terreno sul quale si sperimentano nuove modalità di riappropriazione e rivitalizzazione delle rovine urbane, dei residuati della speculazione edilizia, che si riconquistano alla collettività in modo autonomo ed indipendente.

Ecco allora la “Mappa delle 7 rovine” che a partire dalla cornice e dalle figure in primo piano della carta del Nolli (1748), oggetto-feticcio della cultura progettuale romana (vedere alla voce: Roma Interrotta di G.C. Argan) costruisce una visione “piranesiana” in cui si accumulano ai ruderi le sette contro-icone urbane:

Stalker, Alienlog, MAAM. La Mappa delle sette rovine. 2014

Stalker, Alienlog, MAAM. La Mappa delle sette rovine. 2014

lo Stadio del Nuoto (S. Calatrava), l’Area Centro Congressi all’Eur, le Torri delle Finanze (C. Ligini), il Centro Polifunzionale Piazza dei Navigatori (B. Moauro), l’Albergo a Via Giustiniano Imperatore (B. Moauro) e la Metro C intesa come eterno cantiere e palinsesto infrastrutturale incompiuto.

 

Discorso a parte merita la Fabbrica ex-Fiorucci che possiamo a pieno titolo considerare un ex-rovina, oggi riqualificata ad opera degli stessi abitanti e successivamente integrata nel tessuto antropologico e sociale della città come museo MAAM che fa dell’arte il motore propulsivo del cambiamento.

Nel simbolo della pala brandita da uno dei putti in primo piano si allude inoltre alla possibile ricerca di Stalker sul come recuperare mediante l’azione artistica il suolo urbano compromesso alla “madre terra”.

Stalker, Alienlog, MAAM. Fabbrica ex-Fiorucci. La sesta rovina.  Astronomadi (Space MetropoliZ #2) 2011

Stalker, Alienlog, MAAM.
Fabbrica ex-Fiorucci.
La sesta rovina.
Astronomadi (Space MetropoliZ #2)
2011

Alla mappa seguono tre “visioni” di Alienlog che raccontano della dimensione fisica di questa città in cui tutto è subito mitologico e fantascientifico, in cui ogni nuova irruzione gravitazionale che su di essa interviene (nel senso di tettonico e massivo) si frappone al consueto fluire spazio-temporale dando vita e forma a nuovi immaginari e contraddizioni.

Stalker, Alienlog, MAAM. Torri delle Finanze. La terza rovina. 2014

Stalker, Alienlog, MAAM. Torri delle Finanze. La terza rovina. 2014

In tal senso la scelta di utilizzare un frammento dal film Stalker che Andrej Tarkovsky realizza guarda caso proprio nel 1979, (l’anno di Parco Centrale) e di parteciparlo dello scenario che attualmente si presenta al visitatore delle ex Torri delle Finanze all’Eur è affatto casuale. Per Renato Nicolini la scarificazione messa in atto sul complesso di edifici realizzati da Cesare Ligini nel 1960 ha rappresentato una ferita operata sul corpo della città oggi ancora aperta (per chi volesse documentarsi si consiglia la lettura dei suoi interventi e del dibattito connesso a questa vicenda).

Stalker, Alienlog, MAAM. Stadio del Nuoto. La prima rovina. 2014

Stalker, Alienlog, MAAM. Stadio del Nuoto. La prima rovina. 2014

Cooper, l’Odisseo del futuro interpretato da Matthew McConaughey che nell’ Interstellar di Christopher Nolan ricerca pianeti atti ad accogliere la vita della razza umana condannata all’esodo e all’estinzione si imbatte improvvisamente nelle mastodontiche rovine dello stadio del nuoto di Calatrava: sarà l’alba di una nuova era o l’ultimo atto della civiltà terrestre?

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  1. sono profondamente stupita. ho fatto un collage estremamente simile sulla pianta del Nolli partendo da No stop city per un seminario di dottorato. non so se essere orgogliosa di aver avuto un’idea quasi identica la sua, in quanto la stimo molto, o essere costernata, a questo punto, per la poca originalità. ci rifletterò! 🙂

  2. capita anche a me. da qualche parte ho letto che le idee non ci appartengono ma ne siamo piuttosto attraversati. La ringrazio per l’apprezzamento e della stima.
    😉

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