carlo prati

ATLANTIDE / i Disegni

In ARCHITETTURA, ARTE, SCRITTI on 17 febbraio 2016 at 6:16 pm

Sono qui di seguito raccolti i disegni originali che ho realizzato per la sala centrale della Casa dell’Architettura di Roma in occasione della mostra ATLANTIDE curata da Giorgio de Finis ed ospitata presso l’Acquario romano (8 Gennaio 2015-8 Febbraio 2016).

Carlo Prati. Torre d’ombre romane/Chiaroscuro Higgins. 2015. Tecnica mista. cm 180x120.

Carlo Prati. Torre d’ombre romane/Chiaroscuro Higgins. 2015.
Tecnica mista. cm 180×120.


Giorgio de Finis C’è una tradizione “italiana” del disegno di architettura? In che consiste e in che misura ritieni di farvi parte?

Carlo Prati Si certo che c’è, non credo però di fare parte di una tradizione, piuttosto tendo a considerarmi e a pormi come un elemento di continuità, ad essere un tramite in grado di veicolarla in chiave contemporanea verso generazioni che non ne hanno alcuna cognizione o consapevolezza.

I disegni di Massimo Scolari, soprattutto gli acquerelli dei primi anni settanta sono sempre stati motivo di grande fascinazione, ruderi ed architetture come enormi astronavi di pietra gravitanti nello spazio profondo, asteroidi scolpiti a formare misteriose conurbazioni, monumentali piramidi che solcano paesaggi infiniti e ancestrali.

Franco Purini è un riferimento culturale forte, attraverso i suoi disegni l’architettura è materia viva che si ridefinisce di continuo per riscrittura e permutazione di forme e contenuti.

Sono molto legato ai disegni di Francesco Cellini, Franco Pierluisi ed Alessandro Anselmi, di cui ho sempre ammirato dinamismo del segno, qualità spaziale della luce ed uso della prospettiva come modalità di rappresentazione primigenia. Le architetture disegnate di mio padre sono state poi il punto di partenza principale della mia ricerca.

Oggi gli antagonisti sono le grandi render farm, i fanatici della post produzione, o i discepoli del V-Ray, chi persegue pedissequamente il falso mito di un immagine iperrealista e massificata dell’architettura senza mai metterla in discussione o interpretarla come veicolo critico del proprio operare.

 

Carlo Prati. Aphex grid/Oneohtrix point never. 2015. Tecnica Mista. cm 180x120.

Carlo Prati. Aphex grid/Oneohtrix point never. 2015.
Tecnica Mista. cm 180×120.

 

G.d.F. Come hai disegnato la tua  Atlantide dell’era della modernità liquida? Puoi descriverci i lavori realizzati per la Sala Centrale?

C.P. Atlantide è  una riflessione sulla rappresentazione e sui modus operandi canonici (sezione, pianta, prospetto, prospettiva centrale) che abbiamo a disposizione e che usiamo talvolta in modo pedissequo e automatico.

Nello spazio dell’Acquario Romano ho immaginato queste 4 tavole in sequenza che hanno come comune denominatore l’acqua, attraverso di essa si guarda all’interno di concrezioni tettoniche fantastiche; ci sono dei punti di partenza, delle suggestioni, dei riferimenti alle opere di Steven Holl, Le Corbusier e Franco Albini, che ho rivisitato alla mia maniera, secondo il mio personale sentire.

Atlantide è una successione di frammenti e strati che nell’insieme danno vita ad un racconto le cui possibilità di sviluppo sono potenzialmente infinite.

Carlo Prati. Tendenza/Albini redoux. 2015. Tecnica Mista. cm 180x120.

Carlo Prati. Tendenza/Albini redoux. 2015.
Tecnica Mista. cm 180×120.

G.d.F. Qual è il valore “politico” che attribuisci ai tuoi disegni?

C.P. Ci sono diverse declinazioni della risposta a questa domanda, un’azione politica è costituita dall’atto stesso del disegnare, in un contesto quale quello contemporaneo in cui il digitale ha il sopravvento su ogni cosa: si disegna sulle tavole grafiche, si producono immagini con Photoshop, si costruiscono modelli tridimensionali che vengono renderizzati, si fotografa con app che producono immaginari solo apparentemente personalizzati, insomma sembra che il fattore umano non sia più decisivo, come nelle migliori saghe fantascientifiche prima del tracollo di interi popoli operato dai computer e dai robot (da Michael Crichton a Stanley Kubrick).

Il valore politico sta poi nel recuperare il primato di una riflessione critica e teorica attraverso l’immagine di architettura, recuperarne tempo e spazio senza che a questi equivalga necessariamente una monetizzazione immediata, in modo “disinteressato”, la qual cosa sembra oggi davvero un azione controcorrente e rivoluzionaria.

 

Carlo Prati. Verso Atlantide. 2015. Tecnica Mista. cm 180x120.

Carlo Prati. Verso Atlantide. 2015.
Tecnica Mista. cm 180×120.

 

Adattamento dell’intervista  “Surfando sulla tavola rotonda. Conversazione con Carmelo Baglivo, Carlo Prati, Beniamino Servino a cura di Giorgio de Finis”

in: a cura di G. de Finis “Carmelo Baglivo, Carlo Prati, Beniamino Servino ATLANTIDE” Bordeaux Edizioni, Roma. 2016. Il libro contiene inoltre i testi critici di Franco Purini e Valter Scelsi

Acquista il libro on line: Bordeaux Edizioni

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  1. Che meraviglia questi disegni *_*

  2. grazie Shadow Line
    😉

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