carlo prati

Archive for the ‘ARCHITETTURA’ Category

ATTUALITA’ DI DENYS LASDUN / Rassegna di Architettura e Urbanistica 154

In ARCHITETTURA, RICERCA, SCRITTI on 22 maggio 2018 at 1:38 pm

Sul numero 154  Gennaio/Aprile 2018 di Rassegna di Architettura e Urbanistica, la rivista internazionale di architettura fondata nel 1965 da Giuseppe Nicolosi, si pubblica “Attualità di Denys Lasdun” un mio saggio che ripercorre le principali tappe della ricerca del maestro dell’architettura moderna in relazione all’influenza esercitata sull’architettura italiana in particolare sul lavoro critico e progettuale di Costantino Dardi e Carlo Aymonino.



ATTUALITA’ DI DENYS LASDUN
di Carlo Prati

Influenza di Lasdun sull’architettura italiana

Progetto alla scala urbana. Quattro invarianti compositive.

Il decennio a cavallo tra gli anni sessanta e settanta è di fondamentale importanza nel lavoro di Lasdun: è il momento d’oro in cui nascono i progetti di maggiore impatto e significato, opere che saranno oggetto di studio ed approfondimento per molti architetti italiani chiamati, negli stessi anni, ad interrogarsi sul futuro delle nostre città e sul ruolo decisivo del progetto  visto come strumento duplice, in grado di operare una trasformazione positiva in termini sia di forma che di contenuto politico e sociale.

La coerenza e la lucidità del ragionamento “ontologico” di Lasdun emerge con evidente chiarezza perchè sempre inverato nella costruzione. La caratteristica essenziale del suo modo di interpretare l’architettura come disciplina non sta tanto nella necessità (così ricorrente in quegli anni) di produrre una nuova estetica, ma piuttosto di lavorare pazientemente alla costruzione di una nuova “maieutica” dell’architettura, dove il manufatto è l’unico oggetto critico in grado di qualificare e strutturare la città e le sue trasformazioni future. Leggi il seguito di questo post »

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IL DISEGNO DELL’AUTONOMIA / TAVOLI DI DISCUSSIONE

In ARCHITETTURA, RICERCA, SCRITTI on 17 maggio 2018 at 12:56 pm

Le presentazioni del libro Il disegno dell’autonomia sono pensate come dispositivi critici attraverso cui riflettere programmaticamente sul ruolo attuale e sulle prospettive future del disegno di architettura in Italia nell’ottica di un ricollocamento della nostra cultura del progetto nel quadro del panorama internazionale e secondo un principio di rinnovata centralità.
Da Nord a Sud attraverso la penisola si intende raccogliere le voci di quella che nel testo si individua quale nuova scuola italiana del disegno di architettura che si costruisce attraverso la coesistenza e l’attività di tre generazioni oggi operanti nel campo della rappresentazione.

Tavolo di discussione #3 / Roma. Settembre 2018

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Zaha Hadid 2010)

Tavolo di discussione #4 / Roma. Martedì 23 Ottobre 2018

MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma (Odile Decq 2010)

 

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Tavolo di discussione #2 / Genova. Mercoledì 23 Maggio 2018

Museo di Sant’Agostino -Sala conferenze (Albini-Helg-Piva 1977-1992)

Nicola Lunardi (Gosplan), Gabriele Molfetta (Linearama), Enrico Molteni (Liverani-Molteni), Alessandro Perotta (Pia), Vittorio Pizzigoni (DAD-Università di Genova), Fabrizio Polimone (UNO8A), Valter Scelsi (DAD-Università di Genova)

 

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Tavolo di discussione #1 / Milano Mercoledì 9 maggio

Galleria Tulpenmanie

Paolo Carpi (baukuh), Lorenzo Degli Esposti (Galleria Tulpenmanie), Matteo Ghidoni (Salottobuono), Daniele Zerbi (Fuzz Atelier).

 

IL DISEGNO DELL’AUTONOMIA

In ARCHITETTURA, RICERCA, SCRITTI on 4 maggio 2018 at 3:51 pm

 

IL DISEGNO DELL’AUTONOMIA
di Carlo Prati

Casa Editrice Libria
Aprile 2018
collana Mosaico

Oggi il disegno di architettura italiano gode di uno stato di rinnovata vitalità e può rappresentare il veicolo attraverso cui riposizionare la nostra cultura del progetto nel quadro del dibattito internazionale. Negli ultimi cinquant’anni essa ha seguito una parabola discendente, insieme alla capacità penetrativa che aveva assunto nel tempo al di fuori dell’Italia costituendo un riferimento per tanta parte delle generazioni di professionisti e studiosi nati nel primo dopoguerra. Questo libro ha un duplice obbiettivo da un lato attraverso il testo stabilire una linea di continuità tra ricerche passate, presenti e future e, dall’altro, attraverso le immagini dell’autore affermare l’autonomia del disegno visto quale campo di ricerca in grado di assolvere in sé stesso il complesso dei problemi disciplinari primari, compositivi, poetici e progettuali.

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Tavoli di discussione
Le presentazioni del libro sono interpretate quali dispositivi di dialogo per evitare il dissolversi di questa esperienza che oggi si qualifica come “latenza” dell’architettura italiana, è l’acquisizione di una consapevolezza non effimera, di un orizzonte più ampio e a lungo termine non più circoscritto all’autoreferenziale ricerca di un istantaneo consenso e consumo da social network Leggi il seguito di questo post »

MODERNO VUOTO / La casa di Krespel

In ARCHITETTURA, ARTE on 29 gennaio 2018 at 10:43 am

Moderno Vuoto-Krespel House. Collage digitale. 2018

 

Collage digitale realizzato per  la mostra
THE KRESPEL’S HOUSE”
a cura di Antonio Carbone

“Naturalmente il capomastro chiese la pianta della costruzione e si meravigliò non poco quando Krespel rispose che non ve n’era bisogno e che tutto sarebbe andato a posto come doveva andare. Il mattino dopo il capomastro, recatosi sul posto con tutto il personale, trovò un fossato quadrangolare regolarmente tracciato, e Krespel disse:”Qui siano poste le fondamenta della mia casa e io vi prego di innalzare le mura sino a quando vi dirò di smettere”. “Senza finestre, senza porte, senza muri divisori?” fece il capomastro preso dal timore di avere a che fare con un pazzo. “Certo, proprio come vi dico, mio caro” rispose Krespel, “Tutto il resto verrà da sé”.

Il consigliere Krespel (Rat Krespel) E.T.A. Hoffmann

Mostra e catalogo Casa Editrice Libria
http://www.librianet.it/

 

Moderno Vuoto. Chine su carta. 2018

 

 

Moderno Vuoto è una riflessione sul senso del vuoto in architettura a partire da una delle opere più significanti ed espressive di Adalberto Libera  il Villino tipo A ad Ostia terminato nel 1934. Il consigliere Krespel rappresenta a nostro avviso quell’istanza di libertà compositiva che distingue il lavoro di architettura da quello scultoreo (ammesso che vi sia una differenza tra l’una e l’altra). In questi termini si ricorda la riflessione di Pascal che fà corrispondere al vuoto la libertà e al pieno il senso.

 

Moderno Vuoto 1. Chine su carta. 2018

PER UN’EPICA DELL’ARCHITETTURA ITALIANA / Area 154

In ARCHITETTURA, RICERCA, SCRITTI on 12 settembre 2017 at 10:46 am

Sul numero 154 Settembre/Ottobre 2017 di Area, “Per un’epica dell’architettura italiana” una mia lettura critica della libro “Architettura italiana dal Postmoderno a oggi” di Valerio Paolo Mosco.

 

PER UN’EPICA DELL’ARCHITETTURA ITALIANA
di Carlo Prati

Per introdurre il volume di Valerio Paolo Mosco potremmo dire, parafrasando Renè Magritte, “Questa non è una storia dell’architettura” quanto piuttosto il tentativo di costruire un’epopea dell’architettura italiana (dopo le trattazioni critiche di Tafuri, Dal Co, Biraghi, Micheli) attraverso una narrazione organica dei fatti e dei protagonisti che l’hanno contraddistinta a partire dalla fine degli anni settanta ad oggi.

L’interessante dispositivo cronologico predisposto da Mosco si articola in quattro sezioni in cui i momenti chiave della storia recente (il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro, lo scandalo di Tangentopoli, la crisi economica) si intrecciano a doppio filo con le principali vicende architettoniche.

Ogni sezione è poi introdotta da un efficace riassunto su pagina nera accompagnata da un immagine iconica (i cataloghi di “Roma interrotta”, “Le città immaginate” alla Triennale del 1987, la Biennale di Venezia del 2000 ed infine un collage digitale dello studio Ian+).

Dispiace che l’anello debole dell’intero apparato epico sia proprio il capitolo dedicato agli ultimi dieci anni (2006-2016), un arco temporale problematico che richiederebbe una riflessione attenta e chiarificante. In particolare etichettare come “architettura assertiva” ed “architettura assoluta” ricerche eterogenee e dagli esiti diversificati risulta semplicistico.

Difficile ad esempio considerare neutrale e sobria l’architettura di 5+1AA o T Studio così come ritenere che nei progetti di Nemesi o Metrogramma si celi l’intento di comporre per figure minimali o di sfondo.

Discutibile è infine considerare Milano l’unico centro di propagazione culturale oggi attivo in Italia a discapito di scenari complessi (quale ad esempio quello romano da cui l’autore proviene) che solo superficialmente vengono considerati nella trattazione.

Il testo è comunque senz’altro da consigliare per chi vuole approfondire e ripercorrere con un un unico colpo d’occhio le vicissitudini della critica, dell’architettura e dell’ingegneria in Italia negli ultimi quarant’anni.


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