carlo prati

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http://www.cacp.it/update.html

In ARCHITETTURA on 12 febbraio 2013 at 5:11 pm

c.a.c.p. studio / drawing architecture

drwarch
Il rapporto tra disegno e progetto di architettura, così cruciale per le precedenti generazioni di progettisti italiani, è oggi trascurato o relegato a un ruolo marginale. Eppure, per noi, è da sempre materiale imprescindibile nella maturazione dell’idea formale e funzionale connessa a uno specifico tema.
Questo senza trascurare l’importanza dell’immagine digitale, declinata in modo eterodosso, ossia come prodotto ibrido frutto della convergenza operativa di diversi software di modellazione, renderizzazione e fotoritocco.
l’immagine, la rappresentazione del progetto, si integra e cresce in modo sincronico con il farsi dell’architettura e in essa trovano equilibrio digitale e analogico, disegno a mano libera e al computer.Per dare testimonianza di questo modus operandi che riteniamo significante si è deciso di inaugurare una sezione specifica della nostra postazione remota
“drawing architecture” e di dedicarla alla presentazione degli schizzi che hanno portato alla maturazione delle qualità compositive confluite nei nostri recenti lavori;
a ognuno di questi “spazi-disegno” si corrisponde una pagina-galleria collegata alle schede delle versioni finali già presenti sul nostro sito “madre”.

on line / http://cacpstudio.wordpress.com/

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Upgrade architecture /// Tiburtino III°

In ARCHITETTURA on 14 maggio 2010 at 1:56 pm

Da poco giudicato il concorso Aterpass per la riqualificazione del quartiere romano tiburtino III°. Grossa fatica, grosso impegno, motivazione che si accresce, possibilità reale di una linea di ricerca consapevole, “upgrade architecture” come ricerca e territorio fecondo in cui esplorare ed investire energie. Per un pugno di voti fuori dal ranking finale – al cui apice risultano 3 gruppi spagnoli – questa la graduatoria ufficiale. Questa la giuria
10 persone al lavoro tra c.a.c.p. studio e padoak studio,  un avventura che prevede rischi e oneri piuttosto considerevoli sopratutto in questi contesti e di questi tempi. Speriamo dunque che il futuro possa aprirsi in modo più generoso a questo tipo di confronti, e speriamo anche che di questa esperienza sarà fornita ampia narrazione e compendio.

upgrade architecture

In SCRITTI on 20 aprile 2010 at 5:45 pm

Il libro
Il tema costituisce una scelta critica consapevole: si presuppone infatti che l’architettura oggi per rinnovarsi e evolversi abbia a disposizione nuovi strumenti, che inverando uno stato di crisi teorico-disciplinare endemico, pongano altresì le basi per un superamento della condizione attuale – dispersione urbana, erosione delle aree verdi, adeguamento delle strutture e degli spazi di relazione, degrado, grandi emergenze, etc.
Upgrade è dunque “aggiornamento” mutuando il significante dalla cibernetica – disciplina e manufatto sono il software origine – si focalizza l’attenzione sulle premesse e sugli sviluppi di un discorso metodologico che trova le sue motivazioni in una misura operativa etica.

Perchè consegnare un concorso e accettare il Mistero

In SCRITTI on 14 aprile 2010 at 3:50 pm

So che non è molto corretto, prendere parte a una riflessione senza aver prima dedicato del tempo al suo dipanarsi, al suo dispiegarsi. Ho visto che sul blog del caro Darò si sono scomodati colleghi e amici che stimo, per indentrarsi nell’ambito di una riflessione, che è senz’altro importante, ma che – è un impressione superficiale – forse rischia di ricadere in una contrapposizione nemmeno troppo velata tra “scuole” e “fazioni”.

Se quindi un contributo posso portare, è solo di tipo sperimentale, emozionale, dispiegante.

Bene, non credo occorra riassumere le tappe che sostanziano il vissuto di ricerca e lavoro, che per noi è senz’altro connesso in massima parte ai concorsi di architettura. Il tema del “concorso” è un tema connaturato alla interpretazione tradizionale dell’architetto come esploratore, come ricercatore immerso nei meandri di un agire poetico, che disvela ai più il confine labile tra passato e futuro. Ovvio dunque che i padri, i figli, gli emuli, i ricercatori, si sentano stimolati a lavorare in questa direzione nutrendo aspettative che spesso esulano dal semplice contesto professionale per sfumare in un periglioso territorio a cavallo tra psicoanalisi e farmacopea tradizionale.

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