carlo prati

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Cinque architetture svizzere. Convegno e presentazione

In ARCHITETTURA, RICERCA, SCRITTI on 9 settembre 2016 at 4:22 pm

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Presentazione del volume “Cinque architetture svizzere. Progetto, inconscio, natura” di Carlo Prati (Casa Editrice Libria, Melfi 2016). Il saggio guarda all’architettura non soltanto come ad una disciplina tecnico scientifica ma piuttosto e soprattutto come ad un’arte che racchiude in sé una molteplicità di aspetti e significati simbolici.

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Il convegno del 21 Settembre presso la Casa dell’Architettura

Stabilire un interazione ed un dialogo operante tra architettura svizzera ed architettura italiana è l’obbiettivo peculiare di questa iniziativa. Il convegno intende mettere in luce, attraverso la chiave di lettura proposta dal saggio presentato, lo speciale rapporto che entrambe le realtà stabiliscono con la composizione architettonica e la natura intesa in modo duplice sia come paesaggio esteriore che interiore.

Gli ospiti del convegno: Jacques Gubler, Franco Purini, Nicola Braghieri, Gianni Celestini, Cherubino Gambardella, Valter Scelsi

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Convegno a cura di Libria Edizioni http://www.librianet.it/index.php Leggi il seguito di questo post »

La Piastra

In ARCHITETTURA, ARTE, SCRITTI on 7 ottobre 2015 at 2:15 pm
Carlo Prati. La Piastra, 2015. Pennarello e china su carta. 20x30 cm.

Carlo Prati. La Piastra, 2015. Pennarello e china su carta. 20×30 cm.

La Piastra costerà alla fine 150 milioni di euro, il ribasso d’asta con la quale si aggiudicheranno i lavori sarà del 40 % rispetto a quanto previsto dal progetto a base di gara. Le innumerevoli varianti in corso d’opera faranno levitare il prezzo di questa enorme “infrastruttura” oltre i limiti tollerabili dell’umana follia. Le dimensioni di questo parassita sotterraneo saranno alla conclusione del cantiere di 2 chilometri di lunghezza per 700 metri di larghezza. Attraverso le maglie del reticolo misterioso si dipaneranno enormi condotti quali arterie sotterranee in cui immettere energie e liquami di ogni tipo.

La Piastra è dunque un enorme struttura reticolare in grado di garantire la sussistenza totale dell’apparato sostenuto.

Delle reali finalità dell’operazione non si saprà nulla fino al “varo”, previsto durante il giorno d’inaugurazione dell’esposizione universale, mentre l’accesso al sedime di cantiere sarà tollerato solo ai dipendenti autorizzati e agli adepti in regime di vigilanza ministeriale.

La Piastra è la realizzazione di un sogno, di un utopia radicale che sin dal principio degli anni 50 e fino alla fine del secolo scorso ha impegnato, nella sua definizione, un ristretto novero di architetti e artisti pensatori. La Walking City di Archigram e la New Babylon di Constant che si fondono con il Monumento continuo di Superstudio e il Progetto Venus di Jacques Fresco. Arcosanti, La città nel deserto dell’Arizona di Paolo Soleri, collide con le strutture pneumatiche e le cupole geodetiche di Buckminster Fuller, entrambe fondendosi nelle Stazioni spaziali orbitanti e nei programmi di Earth-shaping portati avanti in gran segreto dal governo sovietico e degli stati uniti. Architettura e Ingegneria, sin dai tempi di Edward Everett Hale e della sua Luna di Mattoni, sono lo spazio intellettuale e tecnico in cui originano nuovi mondi e scenari immaginifici.

La Piastra è il risultato finale di questo processo di ideazione lungo un secolo e la sua preventiva colonizzazione avverrà in modo segreto e a tutti gli effetti sotterraneo.

Presto un numero sufficientemente eterogeneo di persone sarà introdotto nella piattaforma e nello spazio di poche settimane sarà nelle condizioni di poter sostenere il lungo viaggio alla ricerca di nuovi pianeti.

Ecco rivelato il progetto Exploit, il vero scopo della esposizione mondiale dell’anno 15 del secondo millennio, non tanto preconizzare nuove modalità e forme di sostentamento alimentare per la popolazione della terra, quanto piuttosto principiare alla ricerca di ulteriori pianeti da abitare ed in cui vivere in modo interconnesso attraverso nuove modalità di convivenza pacifica.

La grande placca si staccherà dal suolo proiettandosi verso il cielo lattiginoso sopra Milano, lasciando dietro di se solo l’impronta e l’ombra di quel che fu il sogno delle grandi esposizioni, lascive epifanie coloniali e nostalgiche visioni da piccolo mondo antico.

 

disegno e testo dedicati al progetto editoriale “Exploit”a cura di Giorgio de Finis, Fabio Benincasa, Andrea Facchi.
Bordeaux edizioni, Roma 2015

http://www.bordeauxedizioni.it/?product=exploit

 

Scrivere Architettura. Instabilità del “genere” e trivellazione della “forma”

In ARCHITETTURA, RICERCA on 30 settembre 2015 at 4:29 pm
Antonello Da Messina. San Gerolamo nello studio. 1474 – 1475

Antonello Da Messina. San Gerolamo nello studio. 1474 – 1475

Intervento proposto nel corso del convegno “Presente Teorico condizioni e possibilità per una teoria dell’architettura”

Una premessa
Io penso che l’architetto debba includere nel proprio patrimonio di conoscenze, oltre agli aspetti tecnico-deontologici e scientifici, un vettore “critico” in grado di porlo in modo non incerto al centro delle questioni fondamentali della disciplina, alfine di acquisire una complessiva consapevolezza dell’importanza politica e culturale che ricopre nella società.

Io penso infatti che l’abiura, il sofferto disincanto, lo scetticismo rassegnato che ha contraddistinto il modo di guardare all’architettura e all’identità professionale ed intellettuale dell’architetto negli ultimi anni, derivi dall’aver estromesso volontariamente l’istanza culturale, teorico-critica, dalla nostra ottica complessiva.

Non credo che una situazione di crisi del settore e delle economie, che in modo inevitabile porta ad occuparsi esclusivamente del contingente, di questioni di prima sopravvivenza, giustifichi l’abbandono di questa aspirazione necessaria a conoscere, ad apprendere, un aspirazione critica su e verso il progetto.

Osservando l’attuale “condizione” dell’editoria italiana di architettura, che promuove sul piano culturale questa istanza, ho riconosciuto nel lavoro di curatela che Valter Scelsi sta portando avanti con Sagep, un segnale importante e vivificante, una risorsa a cui poter attingere per crescere lungo il solco di questa necessità formativa e critica che ritengo debba essere sempre stimolata, in se stessi, e negli altri.

Rachel Whiteread. Untitled (Library). 1999

Rachel Whiteread. Untitled (Library). 1999

Il progetto del “testo” o il testo come “progetto”

Gli architetti-autori dei saggi inseriti nella collana “Testi di architettura”, scrivono “componendo” il testo, articolandolo e “progettandolo” mediante strutture portanti e ossature e articolando “sopra” e “dentro” di queste una “partitura” narrativa che è prospettica in quanto apre e seleziona vedute specifiche su nuovi orizzonti narrativi e teorici. Dunque l’architetto che scrive “scolpisce” e modella la “forma” testuale consolidata, così come farebbe se fosse ingaggiato nella produzione di un opera architettonica tangibile, nella costruzione e nella plastica della materia.

Dunque il rapporto tra letteratura e architettura si gioca in primis su di una affinità semantica e strutturale condivisa, nell’esercizio della composizione che produce una “forma” ed una “categoria” o “genere” all’interno della quale la forma stessa opera e viene codificata ed inserita (linguaggio, tipologia, stile, etc).

Su questo intendo brevemente soffermarmi e circostanziare meglio. Leggi il seguito di questo post »

PRESENTE TEORICO condizioni e possibilità per una teoria dell’architettura

In RICERCA on 14 settembre 2015 at 1:59 pm

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La scelta di proporre e curare una giornata di studio e di riflessione “romana” sul lavoro teorico e testuale intrapreso con l’istituzione della collana “Testi di Architettura”editata in Genova, nasce dal tentativo e dal desiderio personale e condiviso di recuperare al progetto e all’atto compositivo il tempo della riflessione e della scrittura sia essa declinata attraverso un lessico critico e teorico (proprio cioè dell’atto disciplinare e della sua pedagogia) o connotata da un registro lirico e poetico (immaginifico-narrativo). Ritengo che la cultura architettonica romana della mia generazione possa e debba fare meglio e di più in questo alveo e auspico che l’occasione possa servire e contribuire alla messa in circolo di nuovi e benefici fermenti.

“Scrivere Architettura” sarà il mio intervento all’Acquario Romano il 25 Settembre per “Presente teorico”

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Valter Scelsi ha ideato e cura, per la casa editrice genovese Sagep, la collana “Testi di Architettura”. Il dibattito pubblico è occasione per tracciare una riflessione collettiva su presupposti, temi e intenzioni della collana ed esplorare le attuali possibilità di una originale produzione di teoria dell’architettura.

PRESENTE TEORICO Apparati

Valter Scelsi
http://www.valterscelsi.it/

Sagep editori
http://www.sagep.it/easyStore/index.asp?CategoriaCOD=04811E

Nicola Braghieri su “Architettura, arte retorica” all’Acquario Romano il 25 Settembre per Presente teorico
http://www.sagep.it/easyStore/SchedeVedi.asp?SchedaID=2108

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Vittorio Pizzigoni (Baukuh) su Due saggi di Architettura all’Acquario Romano il 25 Settembre per Presente teorico
http://www.sagep.it/easyStore/SchedeVedi.asp?SchedaID=1999

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Alien Urbs The Readings

In ARTE on 5 febbraio 2014 at 4:26 pm

 

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